Un mondo senza povertà

 

"Non ho impiegato molto tempo a fare schemi, o a studiare sistemi: ho solo guardato come funzionano le grandi banche, e poi ho fatto esattamente il contrario". Così Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace 2006, spiega l'esperienza della Grameen Bank, l'istituto bancario per il microcredito da lui fondato, che in pochi anni ha cambiato il volto di un Paese, il Bangladesh, e ha dato al mondo una maniera concreta di cambiare le cose. "A ogni persona dico: come fare a trovare lavoro, deve essere il tuo ultimo pensiero. La missione della tua vita deve essere semmai: come fare a creare lavoro per gli altri. Tutto il resto sta' tranquillo, verrà da sé".
Yunus ha presentato la sua banca e le sue idee al Teatro dal Verme, la sera dell'1 Febbraio, con la partecipazione di Letizia Moratti. "L'incontro con Yunus ti segna" - ha detto alla platea il sindaco di Milano. "Ci sono persone che riescono a immaginare cose veramente grandi, hanno la capacità di coinvolgerti nel loro progetto, e tutto questo lo fanno con una facilità disarmante". Il Comune di Milano è partner della Grameen Bank, ed è diretto il collegamento con Expo 2015 e con il suo tema: "Nutrire il pianeta. Energia per la vita". Letizia Moratti è stata in Africa insieme a Yunus, e insieme erano anche stati ad Haiti prima del terremoto. Yunus ha annunciato: "Abbiamo fatto un patto. Fare di Milano il primo esempio al mondo di città senza neanche un povero. Ci siamo dati una scadenza e ci siamo detti: entro quella data, Milano non conoscerà più la povertà. Come ogni cosa che appartiene al passato, a Milano metteremo la povertà nei musei". La data non è stata esplicitata, ma l'ottimistica allusione farebbe pensare al 2015.
Come funziona la Grameen Bank, e in generale il sistema del microcredito? La banca concede un prestito minimo a una persona, ad esempio a un mendicante. Il mendicante - "al quale per la prima volta qualcuno dà la propria fiducia", fa notare Yunus - viene incoraggiato a creare business. "Raccogli cibo, costruisci qualcosa, sfrutta in questo modo i pochi soldi che t'abbiamo prestato" - esemplifica Yunus. "Poi fa' il giro delle case, e soddisfa i bisogni delle altre persone: verrà da sé che loro ti pagheranno per quello che offri, e che tutti insieme migliorerete la vostra condizione". Secondo il premio Nobel per la Pace, è essenziale una nuova nozione di business: non più un business finalizzato a far soldi, ma un vero e proprio "business sociale".
La Grameen Bank si rivolge ai poveri, e non ai ricchi. Alle donne, e non agli uomini - "le donne africane non hanno mai avuto una banconota tra le mani: ma quando capiscono come funziona, poi sanno gestirla in maniera assolutamente più sapiente degli uomini", racconta Yunus. Alle periferie, e non al centro. È la banca ad andare dalle persone, e non il contrario. E i beneficiari dei prestiti, divengono soci in Consiglio d'Amministrazione: "Come ogni banca, anche la nostra dai depositi ottiene dividendi. Ma i dividendi vanno a finire nelle tasche dei clienti: e il loro business cresce notevolmente".
Il business cresce, ma il compito della banca ovviamente non si limita a questo: "Incoraggiarli. A creare lavoro per gli altri. E a mandare a scuola i loro figli, affinché la nuova generazione parta nel futuro da una condizione totalmente diversa" - chiarisce Yunus. Ed è tutta un'altra storia. La storia di Filoni Rangsha, incoraggiato ad aprire una fattoria di 400 polli. O quella di Sonia Akter di Bagdi, che aiuta la mamma col proprio talento: costruire altalene per bambini. O Malote Roni Sen, che sa fare tappeti e coperte, e il proprio business l'ha fatto partire da lì. Nella regione della Tenguria, è nata grazie al sostegno della Grameen Bank una fabbrica tessile che dà lavoro a tantissime persone. E Jebayda Khatun segue un corso organizzato dalla banca d'installazione di pannelli solari. Sono storie raccontate fra l'altro da una mostra fotografica a cura di Roger Richter, allestita in Corso Vittorio Emanuele.
Il microcredito come via per cambiare il mondo. Ci credono anche alcune multinazionali, come la Danone ad esempio - "che ha messo in campo la propria competenza nel fare lo yogurt, per fare business sociale. E si badi bene: senza assolutamente mettere a rischio il proprio business principale", sottolinea Yunus. O Adidas. "Dissi loro che avrebbero dovuto costruire scarpe che tutti potessero permettersi" - narra Yunus. "Le scarpe sono importanti, perché evitano che i parassiti entrino dalle piante dei piedi e penetrino in tutto il corpo. Loro risposero: è difficile. La mia controreplica fu: se siete diventati Adidas, vuol dire che per voi non c'è niente di difficile".
La serata è stata presentata da Red Ronnie, ed è stata intervallata dalla musica di Paola Turci, che ha anche cantato "Ruanda", pezzo scritto di ritorno da un viaggio nel Paese africano. Muhammad Yunus è stato invitato a festeggiare il proprio compleanno a Milano, il prossimo 10 Luglio: "Questa città mi entusiasma, ogni volta vengo stupito dalla sua creatività", ha chiosato il premio Nobel.      

                                                                                                
 

Salvatore Todaro