DUESPAGHI, QUANDO LA GUIDA MICHELIN DIVENTA WIKI

Un sito "partecipativo" sui ristoranti Italiani, questa l'idea vincente di due webmaster nostrani
Un anno di vita e 100mila contatti al mese. Presto diventerà una società

 

Una Wikipedia gastronomica o una guida Michelin a partecipazione collettiva. Così si potrebbe definire DueSpaghi, web community dedicata interamente al buon mangiare che dopo poco più di un anno di vita può vantare 100.000 utenti unici mensili, circa 3000 utenti-contributori e ben 5500 ristoranti su cui questi cosiddetti Spaghifriends hanno espresso un parere. Numeri di tutto rispetto tanto che a breve termine sarà costituita una società che gestirà il sito. E dire che tutto era iniziato con un piccolo investimento e tanta buona volontà da parte di due giovani che, spinti dalla loro passione per la cucina, hanno provato ad applicare il web 2.0 ad un sito che proponga tutti i ristoranti ed i locali del nostro Paese. Duespaghi nasce infatti dall'idea di Marco Palazzo e Stefano Massimino - in arte Shamperd e Flander - che sviluppano progetti su internet in Italia da 8 anni. Il sito è molto facile da consultare grazie alla divisione per città o per genere dei ristoranti. E proprio come in Wikipedia tutto si può modificare, commentare, aggiornare. Si possono inviare le foto delle feste in un locale o di un ristorante, un film girato col cellulare, commenti e giudizi: tutto viene pubblicato e condiviso. spiega uno dei due fondatori, Marco Palazzo. A livello economico Duespaghi si sostiene proprio grazie alle risorse private di Palazzo e del suo socio Massimino che intervengono con qualche centinaio di euro all'anno. Tuttavia da pochi mesi sono arrivati anche piccoli investimenti pubblicitari. Le voci di entrata nel bilancio di DueSpaghi sono almeno tre, ma i guadagni sono comunque stati reinvestiti nel progetto. I due fondatori ribadiscono che l'obiettivo finale è fare di DueSpaghi una azienda che si regga con le proprie gambe e generi profitti e smentiscono quindi le voci di una possibile vendita del proprio sito a colossi del web come Dada.

Marco Gervino